Ilaria Perren insignita del premio «Para e tetraplegici dell’anno 2026»

Sabato 5 settembre 2026 Ilaria Perren, membro del Comitato di inclusione andicap ticino, è stata insignita del premio «Para e tetraplegici dell’anno 2026» dalla Fondazione Svizzera per Paraplegici.
Importante riconoscimento a Ilaria Perren attribuito soprattutto grazie alla sua visione multidimensionale delle persone e della società. La sua esperienza unica unisce la prospettiva del personale sanitario di prima linea a quella del paziente mieloleso, offrendo una visione d’insieme rara e preziosa sulla cura e sulle barriere ambientali. Possiede una forte specializzazione nelle dinamiche legate alla bioetica, alle Medical Humanities e alla tutela legale delle fasce vulnerabili. Ha saputo ridefinire il proprio ruolo professionale e sociale dopo il trauma, diventando una figura di riferimento per la comunità.
Ilaria Perren è un’infermiera specialista in medicina intensiva e un’attiva promotrice dei diritti e dell’inclusione delle persone con disabilità in Ticino. Diventata paraplegica a causa di un grave incidente, ha saputo trasformare la sua esperienza personale in un
profondo impegno civico, etico e professionale. Oggi lavora per l’EOC presso l’Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli, dove si occupa del controllo di qualità nel reparto di cure intense dopo essere stata caporeparto in Pronto Soccorso.
Ilaria Perren persegue l’inclusione sociale e l’abbattimento delle barriere attraverso ruoli strategici in diverse organizzazioni ticinesi. È membro del comitato di inclusione andicap ticino, storica associazione, che si occupa di difendere i diritti dei disabili, contrastare l’emarginazione e favorire l’integrazione lavorativa e sociale. Siede nel comitato del Gruppo Paraplegici Ticino (GPT) in veste di consulente sociale e giuridica, assistendo direttamente le persone con lesioni midollari e supportandole nei loro percorsi di autonomia. Partecipa ai dibattiti e ai tavoli di lavoro della Commissione COMED: su etica e disabilità, promuovendo la libertà di scelta e l’accessibilità universale. Sensibilizza sull’importanza di progettare spazi ospedalieri e urbani privi di barriere architettoniche e psicologiche, capaci di favorire il benessere di ogni individuo attraverso i suoi scritti per i Sentieri nelle Medical Humanities.

